Fatini/Valentini | Marrana

testo di Laura Fatini
regia di Gabriele Valentini
scene di Katrin Schöss
con Valentina Bischi, Francesca Fenati, Francesco Storelli, Mascia Massarelli, Gianni Poliziani, Claudia Morganti e Vittoria Tramonti

Ci chiamavano suo nonno, il Toledano.
Marrano è l’ebreo che, convertito al Cristianesimo, torna a farsi giudeo: in tempi di Inquisizione, una scelta molto pericolosa, anche quando non è una scelta, ma solo una diceria.
L’accusa di essere marrano macchia il nonno, e tutte le generazioni che da lui discendono.
Teresa di Gesù, poi Santa Teresa d’Avila, questa macchia se la porta quindi nel sangue, anche se non è certo che ne fosse a conoscenza, o per lo meno, non ha mai rivelato pubblicamente di saperlo. Il suo situarsi fuori dal coro, la sua eccentricità rispetto alla normalità le scorre quindi nelle vene.
Il confine tra follia e santità è talvolta invisibile, e molto spesso viene varcato senza nemmeno accorgersene: Teresa fu sospettata di essere posseduta, di essere pazza, bugiarda, peccatrice.
Aveva visioni celestiali, era anoressica, diceva di poter vedere e sentire il Demonio, era una donna in epoca di caccia alle streghe, scriveva poesie, era molto colta, leggeva e scriveva ai più alti prelati della Chiesa Spagnola…
Perché farne una santa? Perché non fare della marrana d’Avila una folle visionaria pronta per il rogo? E cosa è  follia, e cosa è ragione?
Lo spettacolo pone queste domande, situando l’azione nel periodo in cui Teresa parlò con i suoi confessori di ciò che vedeva, e sentiva, e questi si interrogavano sulla verità di quanto la donna diceva.

Laura Fatini

“Marrana” ha, in sè, l’obbiettivo di convogliare alcuni artisti di un territorio in un unico progetto. Le risorse e le diverse competenze, messe a disposizione di un progetto più ampio. Ideato per l’edizione 2016 del Festival Orizzonti, “Marrana” vede la partecipazione di esperienze diverse, questo fa si che ci sia un incontro tra generazioni, sul palco, infatti, si affiancano artisti con esperienza e giovani che si affacciano al mondo del teatro, in modo da favorire una continuità e, non ultimo, gettare le basi di una tradizione teatrale.

Gabriele Valentini

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Lunedì 01 agosto e martedì 02 agosto ore 21.30
[Piazza Duomo]