Paolo Panaro | VisitAzioni

di e con Paolo Panaro
coproduzione Centro Diaghilev e Orizzonti Festival. Fondazione

Le narrazioni sceniche di Paolo Panaro attingono al patrimonio dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi: un repertorio fatto di poemi, racconti, romanzi che hanno superato il vaglio dei secoli e sono giunti a noi con la freschezza poetica e la potenza espressiva che solo un classico può esprimere.
Un lavoro caparbiamente concentrato sulla forza della parola che diventa suono, sulla poesia che prende corpo in scena, sulla capacità fascinatoria che essa ha sul pubblico, sul suo essere punto di arrivo e culmine della plurimillenaria storia del teatro e delle letterature occidentali.
Le numerose narrazioni di Panaro sono il risultato di questo lungo viaggio nel mondo della letteratura di ieri e di oggi: dal racconto della guerra di Troia alla follia di Orlando, dalle Mille e una Notte alle novelle del Boccaccio, dai più appassionanti romanzi russi dell’Ottocento fino all’immensa prosa della Recherche di Proust.
In virtù della sua memoria fenomenale, Panaro va in scena per oltre un mese recitando ogni sera una storia nuova, una delle tante che costituiscono il suo vasto ed ecclettico repertorio.
In un percorso di studio durato trent’anni egli ha generato una forma assoluta di rappresentazione, quasi un rito scenico che riconduce il teatro al nucleo fondamentale della sua stessa natura: la sola presenza dell’attore e del suo pubblico.
Il suo teatro è alieno dalla tentazione – tipicamente contemporanea – che richiede all’attore di sovrapporsi al testo, fino a trasformarlo in qualcosa d’altro, in una specie di traduzione appetibile per i gusti e le mode del momento.
Panaro, al contrario, col più profondo rispetto verso la parola scritta, propone se stesso come semplice e fedele interprete dei grandi capolavori; la sua memoria e la sua voce sono al servizio del racconto e il suo corpo ne è il burattinaio nascosto.
Si rimane sempre stupiti nello scoprire come un attore, da solo, senza l’ausilio di alcuna scenografia, vestito di un semplice abito neutro, riesca ogni sera, grazie alla sua arte evocatrice, a riportare in vita centinaia di memorabili personaggi della letteratura che credevamo di aver dimenticato e che invece scopriamo, con emozione, essere sopravvissuti in noi e continuare a parlarci dagli sterminati depositi della nostra memoria collettiva.

Catacomba di S. Mustiola
Gerusalemme liberata
di Torquato Tasso
La sfortunata passione d’amore del cristiano Tancredi per la guerriera musulmana Clorinda nei versi dell’ultimo capolavoro epico-cavalleresco della letteratura italiana. L’esercito cristiano è giunto sulle coste della Giudea per liberare Gerusalemme dagli infedeli. L’arcangelo Gabriele appare a Goffredo di Buglione e lo esorta a prendere in mano il comando dell’esercito. Dopo aver attraversato il deserto, i cristiani raggiungono Gerusalemme e si accampano sotto le sue possenti mura. Numerosi sono gli scontri fra gli eserciti nemici e nulla riesce a scalfire la viscerale passione del principe Tancredi per la bella Clorinda, fino a quando i due guerrieri-amanti, incapaci di riconoscersi nelle tenebre della notte, si sfideranno in un celebre e  inquietante duello mortale.

Museo Civico La Città Sotterranea
Le mille e una notte
di anonimo
Il re di Persia, avendo scoperto che la moglie gli è infedele, la uccide e prende la tragica decisione di dividere il suo letto ogni notte con una donna diversa per poi ucciderla all’alba. L’orribile catena si spezzerà solo quando Shahrazad, per evitare quello  stesso destino, userà lo stratagemma di raccontare al re una favola ogni notte. Shahrazad racconterà di un sarto che invita a cena un gobbo che muore però all’improvviso mentre sono a tavola. Il sarto per salvare la sua vita dall’accusa di omicidio racconta al re della Cina la storia di un giovane claudicante. Il giovane, a sua volta, racconta di come un invadente e molesto barbiere, gli abbia rovinato la vita. Il barbiere, per discolparsi dalle accuse del giovane, racconta del tranello ordito da un perfido gruppo di donne ai danni di un suo fratello. Le storie vengono fuori le une dalle altre ma all’ultimo, Shahrazad, romperà il sigillo delle incastonature e il Libro delle Notti si chiuderà alle prime luci dell’alba.

Lago di Chiusi
La Favola de Zoza
da Giambattista Basile
La favola de Zoza è un libero adattamento di alcune fra le più belle pagine de Lo Cunto De Li Cunti di Basile. Tre favole raccontate per mezzo di una lingua fantasiosa, spregiudicata, coltissima. Un vero e proprio delirio barocco innestato sul modello arcaico del narrare intorno al fuoco. E’ un inseme di tre racconti de chille appunto che sòleno dire le vecchie pe’ trattenimento de peccerielle. Un piccolo ensemble di musica antica (violino barocco, spinetta e voce) commenta e fa da contrappunto alle divertenti vicende raccontate ne La favola de Zoza, malinconica principessa che non sorride mai; alla novella di Antuono, il babbeo che, suo malgrado, conoscerà fortuna e ricchezza grazie all’aiuto di un orco di buon cuore; alla storia de La Vecchia Scorticata, dove una vecchia decrepita riesce a sedurre un giovane re tra inganni, punizioni e magie di fate.

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Martedì 02 agosto, mercoledì 03 agosto e sabato 06 agosto ore 18.00
[Sul Lago di Chiusi in barca]

Giovedì 04 agosto ore 23.00
[Museo Civico La Città Sotterranea]

Venerdì 05 agosto ore 18.30
[Catacomba di S. Mustiola]

Per tutte le VisitAzioni è necessaria la prenotazione