Ricci/Forte | Macadamia nut brittle

drammaturgia Ricci/Forte
direzione tecnica Alfredo Sebastiano
regia Stefano Ricci
assistente regia Liliana Laera
con Anna Gualdo, Giuseppe Sartori, Piersten Leirom e Fabio Gomiero
una produzione Ricci/Forte
in collaborazione con Garofano Verde Festival
Consigliata la visione ai maggiori di anni 14
Non sappiamo quale sia la verità… l’importante è che l’ambiguità sia chiara.
Per questo, nell’epoca delle passioni precotte, dei sentimenti in doppiopetto di grisaglia, ci siamo saziati famelicamente alla tavola di Dennis Cooper, alla scabra poesia di cui è imbandito il suo universo letterario.
Abbiamo tentato di raccontare, con mozartiana impudenza, una fiaba crudele sull’adolescenza. Scardinare le porte della cosiddetta normalità sessuale, suonare la grancassa del mondo dei foreveryoung, spargendo sale sulle ferite di una realtà brutalmente viva. Le mutilazioni, le punizioni corporali, il sesso reiterato fino all’estinzione nascondono una pericolosa in quanto “pura” tendenza al gioco: un gioco infantile, uno svago che abbiamo dimenticato uscendo dalle mura domestiche. Il tempo che passa, il richiamo forzato a una maturità catalogante lasciano intravedere la sagoma sfocata di un bambino che chiede aiuto.
Siamo scattati alla richiesta di soccorso gettando un salvagente in un oceano: putrido come un reality show, duro e ghiaccio come i giorni da ex illusi cresciuti. Lo sguardo lisergico di Cooper si è intrecciato così con il nostro, nutrito dello stesso disagio, delle stesse mancanze, di identiche perdite.
L’attesa notturna di quattro divoratori di gelato Haagen Dasz (il Macadamia nut brittle del titolo), in un reparto ospedaliero, su un aereo o in una casa dei giochi sull’albero, si materializza in un tamagotchi onirico, in cui si fanno i conti con un processo identitario che, se da una parte lascia liberi, dall’altra sviluppa un senso di estraniamento da un pianeta che ci scivola via sotto i piedi.
Nella fluttuazione emotiva, privi di cintura di sicurezza, scendiamo in picchiata verso un libertinaggio imprevedibile che possa riappropriarci di un gusto, di un peso. La rumba degli strappi è iniziata; le lacerazioni segnano le figure trasformando in un incubo ad occhi aperti il sogno romantico della famiglia felice da Mulino Bianco.
Vittime, carnefici, protagonisti di questo snuff movie che la vita offre siamo noi, alla disperata ricerca di amore in un mondo impossibile: perché alla fine anche la Natura, come gli uomini, è troia e infedele.
Sempre.
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Venerdì 29 luglio ore 20.00 e sabato 30 luglio ore 21.00
[Teatro P. Mascagni]