Nina’s Drag Queens/DragPennyOpera

CREDITS
Uno spettacolo Nina’s Drag Queens
inspirato a “The Beggar’s Opera” di John Gay
con: Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro,
Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
coreografie: Alessio Calciolari
drammaturgia: Lorenzo Piccolo
regia: Sax Nicosia
costumi: Gianluca Falaschi
scene: Nathalie Deana
musiche originali: Diego Mingolla
artwork: Donato Milkyeyes Sansone
parrucche: Mario Audello
disegno luci: Luna Mariotti
assistenza ai costumi : Rosa Mariotti
assistenza alla regia: Mila Casali
produzione: Aparte – Ali per l’arte

DragPennyOpera è sia un’opera buffa e, insieme, un’opera
seria. Un cabaret agrodolce, dai tratti mostruosi e scintillanti.
Un ritratto a colori della nostra umanità così
nera.
È l’alba. Nel cortile di un carcere, sotto il patibolo, si danno
ritrovo alcune figure.
Attendono l’esecuzione capitale del bandito Macheath. Sono
le donne della sua vita. Saranno loro a dare vita a questa
storia: vedremo come siano avvenute le nozze segrete di
Macheath con Polly, figlia della regina dei mendicanti
Peachum; i provvedimenti che questa ha preso e gli
avvenimenti che ne sono seguiti; come il delinquente sia
stato arrestato a causa del tradimento di Jenny, prostituta e
sua vecchia amante; come sia stato liberato grazie a Lucy,
altra amante, giovane e nervosa, e arrestato nuovamente per
mano di Tigra, madre di Lucy e capo della Polizia; per
giungere infine al momento dell’esecuzione, al giudizio
finale, e forse, all’happy end.
La composizione di questo spettacolo si ispira, soprattutto nei
temi e nella struttura, a “The Beggar’s Opera” di John Gay,
commedia musicale scritta nel 1728, anzitutto come reazione ai
soggetti inverosimili e alle messe in scena pompose di un certo
teatro lirico dell’epoca.
John Gay miscelava la musica colta e la canzone da osteria, la
presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e soprattutto
adattava canzoni già note al pubblico, fossero ballate o arie
d’opera.
Allo stesso modo, il linguaggio teatrale delle Nina’s Drag Queens
è un pastiche di citazioni, affettuose parodie, brani cantati in
playback. Attingiamo al repertorio della musica contemporanea,
reinventando (grazie alle composizioni originali di Diego
Mingolla) alcuni riferimenti dell’immaginario pop che ci
circonda.
E lo facciamo con la stessa allegra ferocia messa in campo da
Gay, sotto il segno di un umorismo amaro e politicamente
scorretto.

NOTE DI REGIA

Una metropoli indefinita ma inevitabilmente attuale.
Un potere assoluto, corrotto e stolido, che si intreccia all’illegalità e alla malavita.
Un mondo di miserabili dove l’unica bussola è l’interesse personale.
Peachum, Jenny, Polly, Lucy, Tigra: cinque personaggi che amano, tradiscono, rubano e
uccidono, cinque donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita,
ma che pulsano vitali in uno scenario desolato. Il bandito Macheath: l’unico uomo, l’eterno
assente, che suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti. Amato, odiato, agognato, e infine
spolpato fino all’osso.
È una storia di potere, amore, sesso e soldi. A raccontarla, cinque attori uomini travestiti da
donna. La drag queen, maschera teatrale postmoderna, clown dell’eccesso in bilico tra pop e
melò, esagerata e smaccatamente finta, è la nostra strada per indagare personaggi al limite
come questi.
Il bandito Macheath, che ripercorre la vicenda a ritroso come la voce di un vecchio film, o
piuttosto un’ombra sulla coscienza, è la presenza-assenza viscerale che anima ogni gesto di
queste strane donne, che hanno la voce di Mina e il corpo di un maschio. E queste creature,
anfibie e multiformi per loro natura, si muovono in uno spazio scenico precario, come in
bilico sul piano inclinato di una catastrofe.
La frammentazione dello spazio scenico procede di pari passo con un testo esploso,
mescolato a canzoni in playback, coreografie, continui cambi di punto di vista, continui
dentro-fuori dall’azione scenica.
Il pubblico è invitato a partecipare a un gioco pericoloso: l’inevitabile e scintillante leggerezza
messa in campo dalle drag queen si declina in ironia dissacrante e comicità grottesca, nello
spericolato tentativo teatrale di realizzare l’istantanea di un mondo sull’orlo del precipizio.
Questo è DragPennyOpera: opera pop, feroce cabaret.


Elena Cattaneo – SUL ROMANZO

“La drammaturgia originale di Lorenzo Piccolo e la regia di Sax Nicosia affrontano con maggior indipendenza l’eroicomica pièce di partenza,
costruendo un ordito inedito che cuce insieme la vicenda iniziale con elementi vicini a Brecht, al teatro postdrammatico e al teatro di rivista (…) Lo
spettacolo, benché scenograficamente misurato, è sontuoso, muscolare, coinvolgente. Gli attori si tramutano agilmente da scintillanti drag su
tacchi a spillo a servi di scena fetish, figure del paesaggio, a volte ombre che fanno da contrappunto alla recitazione degli altri. È un cambio di
fisicità e di peso fondamentale, che crea in chi guarda l’incapacità di determinare quante figure siano effettivamente presenti. (…) Questo mondo
magico e basso risuona nell’inconscio dello spettatore, cioè quello spazio profondo che ha a che fare col gioco, il paradosso, il travestimento e una
certa dose di spietatezza. (…) Il teatro drag è un teatro alchemico. Col tono dello scherzo, del cinismo cosparso di paillettes si possono dire le cose
più provocatorie. Le più vere, forse. Senza che questo diventi lezione. Infatti, ammonisce la signora Peachum: «La verità … ma chi ci crede?
Abbiamo bisogno della rappresentazione».”

ATTORI
ALESSIO CALCIOLARI
(Lucy)

Danzatore e performer. Ha frequentato la scuola d’arte
drammatica Paolo Grassi di Milano, indirizzo teatro danza.
Continua la sua formazione studiando con diversi coreografi
e danzatori: Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Emio
Greco e Accademia Mobile, Raffaella Giordano, Giorgio
Rossi, Ariella Vidach. Nel 2009 partecipa alla masterclass di
biennale danza a Venezia con Ismael Ivo, Adriana Borriello,
Juha Marsalo e Susanne Linke. Nel 2010 è nel corso di
Operaestate come attore performativo.
Ha lavorato con Dario Moretti di Teatro all’improvviso,
Marcela Serli, Mali Weil, Patrice Chereau, e Francesco
Micheli. Nel 2012 entra a far parte della compagnia NUT con
la quale lavora e continua un percorso formativo.

GIANLUCA DI LAURO
(Jenny)

E’ attore ed autore teatrale, recentemente ha iniziato ad occuparsi
anche di televisione e cinema. Ha lavorato con Paolo Virzì recitando
nel film Il capitale umano e con Michele Placido in Vallanzasca. E’
direttore della compagnia Aparte con la quale produce spettacoli di
ricerca e di teatro civile. Ha lavorato per dieci anni con la Compagnia
Teatrinviaggio (premio ETI-Stregagatto 2004 come compagnia
emergente) iniziando dall’arte di strada e dal teatro ragazzi. E’ stato
diretto tra gli altri da: Paolo Nani, Raffaella Chillè, Giovanni Covini e
Marcela Serli. Ha collaborato con Spazio Teatro 89 (Milano) dove ha
diretto il festival Anteprima89 ed alcune rassegne teatrali. Tra gli
spettacoli in repertorio come attore: Giovanni il dissoluto in attesa di
giudizio, Sciopero, SIT – Serie in teatro e Variabili Umane (Compagnia
Atopos, premio Dante Cappelletti 2010). Ha curato la regia del
monologo di Alessandro Girami Domani è un’altra notte.


ULISSE ROMANO’
(Polly)

Si diploma alla Scuola Internazionale di Teatro di Kuniaki Ida (metodo
Lecoq) a Milano e inizia la sua carriera di attore nell’ambito del teatro di
ricerca e del teatro fisico sulla scena milanese e romana, lavorando fra
gli altri con Cristina Pezzoli, ATIR, Eleonora Moro e Juan Diego Puerta
Lopez. Entra in contatto col mondo del teatro danza e della danza,
studia presso il CIMD di Milano e seguo workshop e lezioni di Malou
Airaudo, Axis Syllabus, Thomas Hauert, Virginia Heinen, Franca Ferrari,
Giovanni Di Cicco, Stella Zannou e altri. Dal 2009 collabora con la
Compagnia ENZ di Genova diretta da Piera Pavanello, mentre dal 2010
con la compagnia MotoPerpetuo di Lugano, con la qualei produce il suo
primo spettacolo da regista-coreografo Se mi dispiace o no è un altro
discorso. Dal 2012 entra a far parte della compagnia Progetto D.Arte
diretta da Franca Ferrari. All’estero lavora con Haris Pasovic, Gill Jobin e
Edward Clug

LORENZO PICCOLO
(Peachum)

Lorenzo Piccolo nasce nel 1981 a Milano, dove attualmente vive e lavora. Si forma
presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, diplomandosi attore nel 2003. Negli
anni successivi lavora con il gruppo Atir, Dionisi-Compagnia Teatrale, compagnia
Effetto Larsen, compagnia Nut; si forma e collabora con LucaRonconi, Fabrizio Arcuri
diAccademia degli Artefatti, Maria Consagra, Giorgio Rossi, Cristina Pezzoli, Gabriele
Vacis. Lavora come attore/danzatore nel mondo della lirica. Tiene laboratori teatrali
per ragazzi e per adulti. È speaker e doppiatore. Come autore ha scritto per Spazi Vuoti
(gruppo di cui è cofondatore insieme alla regista Marta Erica Arosio) e collaborato alla
drammaturgia di progetti di Atir e Cooperativa Zero5. Nel 2011 ha ricevuto il premio
Pier Vittorio Tondelli per la miglior opera under30. Ha partecipato all’ Ecole des
Maîtres condotta da Rafael Spregelburd. Attualmente prende parte a “Crisi”, progetto
coordinato da Fausto Paravidino, workshop permanente di scritture e pratiche teatrali,
caratterizzato dalla compresenza di attori e autori disposti a mettersi in gioco nel
campo dei nuovi linguaggi per la scena. Drammaturgo della compagnia Nina’s Drag
Queens, è autore di DragPennyOpera.

STEFANO ORLANDI
(Tigra)

Stefano Orlandi si diploma come attore nel 1996 presso la P. Grassi di Milano, lavorando tra gli altri con G.Vacis,
G.Solari, M.Consagra, A.Punzo, G.Bertolucci e G. Dall’Aglio. Dal 1998 è socio della compagnia teatrale A.T.I.R. di
Milano, per la quale recita in diversi spettacoli tra i quali: Romeo e Giulietta e Lear – ovvero tutto su mio padre,
Come un cammello in una grondaia tratto dalle Lettere dei condannati a morte delle resistenza europea, Troiane,
1989 crolli, Buonanotte Desdemona di A.M. MacDonald, Nozze di sangue, Ribellioni possibili, tutti con la regia di
Serena Sinigaglia. È interprete, come attore e cantante, degli spettacoli G (semplicemente), Roba minima s’intend
e Smisurata preghiera, tratti rispettivamente dai repertori di Gaber, Jannacci e De André;.
E’inoltre impegnato come attore e regista nel progetto speciale dell’A.T.I.R. “Gli spazi del teatro”: laboratorio
permanente di teatro sociale per persone diversamente abili. Ha collaborato con il Piccolo Teatro di Milano
recitando nel progetto Meglio il nuovo oggi e in Donne in parlamento, con la regia di S. Sinigaglia. Nel 2009
partecipa allo spettacolo Il rovescio e il diritto da A. Camus, per la regia di M. Capato Sartor,e realizzato all’interno
della casa di reclusione di Milano-Bollate. Ha lavorato anche con i registi Stori e Battistini. Conduce da alcuni anni
una ricerca sui testi sacri realizzando lo spettacolo Maria di Nazaret. Dal 2010 collabora con L’Università
dell’Insubria di Varese tenendo un laboratorio teatrale per il corso di laurea per Educatori professionali.

REGIA
SAX NICOSIA

Attore diplomato presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino nel
2000. È stato diretto da Giancarlo Cobelli, Mauro Avogadro, Ugo
Gregoretti, Davide Livermore, Jerome Savary e Slobodan Milatovic.
Nel 2009 è stato al Piccolo Teatro di Milano con Carmelo Rifici e
recentemente con Serena Sinigaglia in Nozze di Sangue di Lorca e Eros e
Thanatos. A Torino, oltre che con il TST, collabora con Renzo Sicco di
Assemblea Teatro: è stato protagonista ne Il Peso della Farfalla di Erri De
Luca e in Matilde e Pablo di Luis Sepulveda. Ha lavorato in televisione in
diverse fiction (Le 5 giornate di Milano, L’uomo sbagliato, Nebbie e Delitti
3), e anche in sit-com quali Camera Cafè e Piloti. Al cinema è protagonista
di The Gerber Syndrome di Maxì Dejoie (2011), ed ha partecipato a
L’uomo che ama diretto da MariaSole Tognazzi. Alla radio è spesso diretto
da Sergio Ferrentino (per Rst) e da Casimiro Lieto (per RadioRa)i.

DIREZIONE ARTISTICA

FRANCESCO MICHELI

Nato nel 1972 a Bergamo, laureato in Lettere Moderne, Francesco Micheli si è
diplomato alla Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Insegna Regia
presso il biennio di specializzazione in Scenografia all’Accademia di Brera e collabora
con RAI e la rete satellitare Sky Classica nell’ideazione e conduzione di programmi
relativi all’opera. Dal 2012 è Direttore Artistico dello Sferisterio Opera Festival di
Macerata.
Nel 2011 Francesco Micheli ha allestito Roméo et Juliette di Gounod all’Arena di Verona.
Ha firmato inoltre la regia – tra gli altri – di: La Bohème e Othello alla Fenice di Venezia;
Sogno di una notte di mezza estate con l’Orchestra Filarmonica del Teatro alla Scala in
collaborazione con il Teatro Elfo Puccini; Il killer di parole di Claudio Ambrosini su
soggetto di Daniel Pennac, andato in scena anche all’Opéra Nationale Lorraine di Nancy;
Le Nozze di Figaro per il Luglio Musicale Trapanese; il Nabucco per il circuito regionale
lombardo, Mozart e Salieri e Il piccolo Mozart per i Pomeriggi Musicali di Milano.
Nel 2009 il suo spettacolo Bianco, Rosso e Verdi, prodotto dal Teatro Massimo di
Palermo, è stato vincitore del Premio Abbiati come Migliore iniziativa dell’anno.
E’ autore di lavori innovativi, che si collocano tra il concerto e lo spettacolo, finalizzati a
dare forma a un teatro lirico di ricerca, secondo un progettualità che ha visto negli anni
la collaborazione del Romolo Valli di Reggio Emilia, del Teatro Sociale di Como, del
Teatro Giacosa di Ivrea.