#DONNA2019 di Gianni Poliziani

Il Festival Orizzonti giunge quest’anno alla diciassettesima edizione. Mi sembrano così lontani i primi anni duemila quando tutto iniziò. Credo di essere fortunato ad essere stato in quel gruppo di lavoro che, in un certo senso, ha contribuito ad elevare il livello culturale dell’estate chusina.

Anche se sono passati tanti anni mi ricordo tutto: le idee, i progetti e soprattutto i  sogni.

Era una cosa del tutta nuova per Chiusi. Adesso dopo tanto tempo mi trovo di nuovo qui, nella veste di Direttore Artistico, con le stesse idee,  gli stessi progetti e gli stessi sogni.

La mia idea di Festival è quella di riprendere quel disegno iniziale, cioè quello di creare a Chiusi una potenziale sorgente che potesse far esprimere al meglio le grandi potenzialità artistiche del nostro territorio accompagnate e, perché no, guidate da importanti figure professionali.

Questo sta alla base di tutto. Un matrimonio che può dare un frutto straordinario. Solo creando questa simbiosi artistica si potranno avere risultati importanti, perché solo avendo bravi maestri si può sperare di crescere.

Io personalmente sono vissuto in questo tipo di esperienze artistiche  nel corso degli anni in luoghi lontani dalla mia quotidianità, ma conservando sempre il desiderio di poter un giorno realizzarli qui, nella mia città.

A proposito di questo avremo quest’anno la possibilità di presentare ben sei produzioni.

Sei spettacoli che nasceranno a Chiusi. Che prenderanno vita qui e che andranno dalla coproduzione con compagnie professionali, alla collaborazione professionale/amatoriale. Inoltre per tutta la settimana del Festival vedremo la realizzazioni di tre laboratori per bambini, per ragazzi e per adulti, tenuti da esperti professionisti, che animeranno le nostre strade e i nostri parchi.

I laboratori per ragazzi saranno sempre per la Fondazione Orizzonti d’Arte motivo di grande orgoglio e di particolare attenzione.

E’ quindi questo lo scopo principale. Creare produzioni. Piccole e grandi. Far vivere gli artisti in paese, per il periodo di preparazione degli spettacoli. Creare un contatto con la gente e con il luogo, far conoscere tra loro le persone e creare dei rapporti umani che vadano al di là della visione e preparazione  di uno solo spettacolo teatrale.

L’obbiettivo è anche quello della valorizzazione del teatro nazionale emergente. Dare il più possibile lo spazio ai giovani. Ho avuto modo negli ultimi mesi di vedere in giro spettacoli bellissimi realizzati da giovani attori e attrici che sono capaci con la loro vitalità e le loro assolute potenzialità di creare un rapporto unico col pubblico.

Chiusi deve riuscire, negli anni, ad essere anche trampolino di lancio per la nuova generazione del teatro. Non credo, non crediamo assolutamente di voler detenere l’originalità assoluta in questo, ma siamo convinti di poter lasciare un segno importante.

E’ una bella sfida, però anche una grande soddisfazione dare un contributo alla valorizzazione di giovani compagnie uscite da scuole importanti. Quelli che saranno i nuovi professionisti del teatro italiano.

Ho voluto sottotitolare la diciassettesima edizione del Festival Orizzonti “Festival di Narrazione” perché di questo si tratterà. Narrare. Raccontare storie.

Spero che assistere a questi spettacoli sarà come mettersi davanti a un focolare e avere il piacere e il gusto unico di farsi raccontare delle storie. Questa sarà la connotazione principale del Festival anche negli anni a venire.

E’ arrivato anche il momento inevitabile e stimolante di  dare un  nome al Festival. Questa è sempre una scelta delicata sia per non cadere nella banalità, sia per dare effettivamente senso a una parola.

E quest’anno, con emozione particolare, annuncio che la parola che darà vita al Festival sarà “Donna”.

Mi sono reso conto che, inventando il Festival giorno per giorno, la maggior parte delle rappresentazioni e delle produzioni vedevano prepotentemente animarsi di figure femminili. La cosa mi è piaciuta tantissimo sin dall’inizio. E non c’era occasione migliore per far si che le donne potessero diventare le vere protagoniste di queste giornate, raccontando storie di donne. E quindi inevitabilmente Donna.

Ed eccoci qua. Pronti. Condividendo la mia speranza con quella di tutta la Fondazione Orizzonti d’Arte, di aver creato una cinque giorni festivaliera ricca di eventi per un pubblico di tutte le età.

Spero di poter riempire per cinque giorni la nostra Chiusi di cultura e vitalità.

Questo per noi è il Festival Orizzonti 2019.

 

 

Gianni Poliziani – Direttore Artistico Festival Orizzonti 2019