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BOTANICA QUEER
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Ciclo VisitAzioni-Spettacolo itinerante partenza: Parco dei Forti

Percorso nel lato drag della Natura

Di e con Ulisse Romanò

Produzione APARTE SOC.COOP

Con il sostegno di Fondazione Cariplo, Comune di Milano, Sorellanza

Guidato da una Drag Queen il pubblico si muove fra i viali e i parchi della città: nove tappe e molte piante attraverso cui indagare, con ironia e qualche canzone in playback, la complessità del reale.

Un happening di teatro drag sulla radice del pregiudizio.

Una lezione di botanica sui tacchi alla scoperta dell'essenza queer dell'universo vegetale.

Una riflessione camminata sul rapporto Essere Umano-Natura.

Cosa significa essere queer?

Cosa c'entra la botanica con la cultura queer?

È possibile che una biologa e una drag queen arrivino alle stesse conclusioni?

A queste e ad altre domande, proveremo a dare risposta e lo faremo a partire da un fiore.

Le piante sono “l'altro da noi” per antonomasia: organismi complessi, hanno trovato risposte adattative raffinatissime che non siamo in grado di apprezzare perché fuori dai nostri schemi mentali animali.

Sono diverse per evoluzione e, a dispetto del fatto che senza di loro non potremmo sopravvivere, vengono considerate esseri inferiori, poco più che inanimati, di cui disporre liberamente. Eppure le piante hanno tanto da insegnare.

Sono intelligenti, dotate di sensi a noi sconosciuti, non gerarchiche, per lo più cooperative.

Le piante sono queer: organismi variopinti, multiformi, dal genere fluido, difficili da inquadrare in poche categorie.

Sono un inno alla varietà.

Conoscerle è uno strumento per cambiare punto di vista, mettere in dubbio certezze, scoprire vie alternative.

Un modo per iniziare a mettere in discussione il mito della supremazia dell'uomo sulla Natura. Il percorso si svilupperà fra odi alla fisiologia vegetale, canti per stimolare lo sviluppo dell'apparato radicale degli alberi del parco, affondi ecofemministi e coreografie collettive. Guida di un rito pagano molto pop, la Drag Queen: maschera ambivalente, in bilico fra mondi. Così come in bilico, fra leggerezza e profondità, fra spettacolo e scienza, vuole procedere la performance.

Durata 90' Numero massimo di partecipanti: 35 Il percorso prevede l'utilizzo di cuffie wifi fornite dalla compagnia.

Perché programmare Botanica Queer?

Lo spettacolo affronta temi complessi e molto attuali utilizzando come chiave d'accesso la Natura, e, in particolare, le piante.

Coniuga - con uno stile leggero ma rigoroso dal punto di vista scientifico - biologia, botanica, ecologia e tematiche di genere e porta avanti una riflessione su quanto la discriminazione sia figlia del pregiudizio, a sua volte figlio di una percezione parziale e, spesso, ideologica, della realtà.

Educa alla diversità prendendo come modello e riferimento la Natura.

L'autore-attore Ulisse Romanò, classe 1981, è un attore, regista, autore ed insegnante di teatro con una formazione in Scienze Biologiche.

Laureatosi all'Università di Milano con una tesi di etologia sulle api pre-sociali, conclude il percorso universitario con la Laurea Magistrale in Neurobiologia, presso l'Università di Pisa, con una tesi sperimentale sulla plasticità sinaptica nella corteccia visiva dei roditori presso i laboratori della Normale al CNR.

Per setti anni lavora come guida e divulgatore scientifico per l'Associazione Didattica Museale presso il Museo di Storia Naturale di Milano.

Parallelamente, porta avanti la carriera di attore di teatro (suo attuale lavoro), collaborando con numerosi registi e compagnie nazionali e internazionali.

È membro fondatore della compagnia Nina's Drag Queens Nel 2020, firma la regia de “Le Gattoprade – l'ultima festa prima della fine del mondo”, spettacolo che ha debuttato nella prestigiosa cornice del Biennale Teatro Festival di Venezia.

Compagnia Nina's Drag Queens La compagnia Nina’s Drag Queens è formata da attori e danzatori che hanno scelto di coniugare teatro e arti performative intorno alla figura multiforme, eclettica e irriverente della Drag Queen, vera e propria maschera post-moderna, in un percorso di ricerca fortemente legato alla rilettura e riscoperta dei classici teatrali.

Nasce a Milano nel 2007 da un’idea di Fabio Chiesa, indagando personaggi ed estetica drag attraverso happening e serate di varietà, il cui apice è Nina's Radio Night (2011).

Sviluppa poi la sua poetica in stretta collaborazione con Francesco Micheli, regista de Il Giardino delle Ciliegie (2012), rilettura en travesti del capolavoro di Cechov, al quale seguono DragPennyOpera (2015) a partire da The Beggar's Opera di John Gay, il monologo Vedi alla voce Alma (2016), ispirato a Jean Cocteau, Queen LeaR (2019) e Le Gattoparde (2020).

Il teatro delle Nina’s Drag Queens, da sempre creato coralmente, è fatto di canzoni, coreografie, citazioni. Attinge dalla cultura pop, dal cinema e dall’opera lirica.

Manipola materiali esistenti e li sviluppa in contesti nuovi, superando la divisione tra generi artistici.

La poetica delle Nina’s assomiglia a quella del clown: indossano un costume, una maschera di trucco, toccano la comicità, rischiano il ridicolo.

Una Drag Queen deve poter far ridere, ma anche emozionare, turbare, e perché no, commuovere https://www.ninasdragqueens.org/

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