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LINGUA!
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Ciclo visitazioni

Di e con | Chiara Ameglio

Collaborazione artistica | Santi Crispo Musica | Keeping Faka

Produzione Fattoria Vittadini | Festival Danza In rete

Lingua nasce nel tentativo di rispondere alle domande: Qual è l’incarico primario della performance? Quale la sua missione? Il dialogo tra performer e pubblico, il filo invisibile tra azione performativa e di osservazione è generato da un corpo che esiste nel momento stesso in cui viene guardato. Il corpo esposto si fa territorio da esplorare con lo sguardo, mosso da una danza in cui riconoscere e riconoscersi: il salire e scendere delle costole, la vibrazione sottile del sangue che pulsa sotto la pelle, le sue pieghe, cavità, imperfezioni, ferite, dettagli. Lingua prende forma dall’attesa creata nel “lasciarsi guardare”, fino a ribaltare i compiti, gli incarichi tra performer e pubblico. Tutti i corpi coinvolti sono mappe identitarie, che senza conoscersi, sono legati da somiglianze originarie e antiche. La performer mostra e invita il pubblico a compiere l’azione reale di scrivere sulla sua pelle, donando il suo corpo come una tela sulla quale depositare i propri segni, le proprie tracce.

Il corpo si fa caverna, ventre gravido di una lingua che si insinua, strumento di traduzione di parole non dicibili, eco di micromovimenti e memorie collettive, portatore di un'identità singola e comune. Un incontro in cui il segno lasciato, lo sguardo, l'immobilità, il respiro diventano grammatica comunicativa amplificata. Il corpo diventa così lingua e linguaggio, strumento e significato, attraverso un rituale linguistico di trasmissione in cui il pubblico è complice della composizione coreografica e della trasformazione di quel corpo, che si investe di ogni traccia lasciata su di sé diventando altro da sé. Lingua è una tensione verso un campo di interesse: intimità, vicinanza, empatia, linguaggio; riflette su questi concetti interrogando il tempo presente, rivendicando il ruolo del corpo e dell’atto performativo: essere ponte, strumento di interazione, di tessitura di legami, di incontro con l’altro.

NOTE DI REGIA

“LINGUA procede il suo viaggio, incontro dopo incontro, in spazi e luoghi dove prende forma un rituale collettivo, di vicinanza, empatia, osservazione, conoscenza e condivisione. Ogni volta porto con me corpi, occhi, dettagli, piccole danze tra le nocche delle mani, dialoghi silenziosi con le punte delle dita, ginocchia che si baciano, respiri, tremori e battiti di ciglia.” _ Chiara Ameglio

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